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	<title>note &#8211; Preparazioni Universitarie</title>
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		<title>ERASMUS: ECCO TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE PER PARTIRE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luigi16]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 10:20:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L'Erasmus è ormai concretamente un'opportunità per gli studenti universitari, sia sotto il profilo professionale offrendo sbocchi e possibilità al di fuori dei confini nazionali, ma anche sotto il profilo personale, arricchendo il bagaglio culturale del singolo. In questo articolo noi di Preparazioni Universitarie vogliamo spiegare a te che stai pensando di partire o sei semplicemente curioso/a cos'è il programma Erasmus, quando è nato e come fare per parteciparvi! Leggi l'articolo e facci sapere la tua sui nostri social!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="989313" class="elementor elementor-989313" data-elementor-post-type="post">
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									<h5>Cari/e lettori/lettrici, è un piacere darvi il benvenuto in un nuovo articolo del nostro blog dedicato al progetto Erasmus+.</h5><h5>Oggi desideriamo fornirti le informazioni essenziali necessarie prima di prendere una decisione riguardo alla partecipazione a un progetto Erasmus. È importante valutare attentamente i pro e i contro di questa esperienza, che può essere sia meravigliosa che un po&#8217; disorientante se non gestita nel modo migliore.</h5><h5>Cominciamo con le nozioni fondamentali riguardanti il programma di mobilità studentesca più rinomato all&#8217;interno della comunità studentesca!</h5>								</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Il progetto Erasmus: quando è nato, perchè e come partecipare?</h3>				</div>
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									<p>Una donna fu all&#8217;origine dell&#8217;idea che le università europee potessero accogliere studenti provenienti da altre istituzioni del continente. Questa idea nacque nel 1969, quando la donna era consulente scientifico della Conferenza permanente dei Rettori. Il suo nome era Sofia Corradi, una figura di grande prestigio grazie alla sua determinazione e al suo profondo interesse per la conoscenza e la cultura.</p><p>Sofia Corradi è stata nominata Commendatore della Repubblica Italiana da Sergio Mattarella ed è comunemente conosciuta come la &#8220;mamma Erasmus&#8221;, un soprannome derivato dalla sua iniziativa nel creare il progetto di scambio universitario. Credeva fermamente che viaggiare fosse essenziale per espandere gli orizzonti personali e evitare di restare confinati nella propria zona di comfort, che portava all&#8217;inerzia mentale e all&#8217;invecchiamento precoce.</p><p>Il suo amore per l&#8217;Europa è stato il motore dietro la creazione di questo programma di scambio. Dopo 18 anni di duro lavoro, Sofia Corradi ha finalmente portato a termine il suo progetto. Secondo lei, questo programma permette agli studenti di diventare cittadini non solo del loro paese d&#8217;origine, ma dell&#8217;intera Europa.</p><p>È grazie a Sofia Corradi se oggi molti studenti scelgono di studiare in altri paesi europei durante il loro percorso universitario, sperando di incontrare culture simili ma diverse dalla propria. Le opportunità offerte dall&#8217;Erasmus sono immense, soprattutto dal punto di vista delle relazioni umane. Questo progetto consente di incontrare persone provenienti da diverse nazioni europee, offrendo la possibilità di confrontarsi con una vasta gamma di background culturali.</p><p>Per facilitare la tua decisione riguardo alla partecipazione a un progetto di scambio, ecco due consigli utili:</p><ul><li>Considera l&#8217;Erasmus come un&#8217;<strong>esperienza di crescita</strong> personale oltre che accademica. Non temere di aprirti al mondo e di conoscere nuove persone. Se sei timido, porta con te strumenti emotivi per affrontare la paura del giudizio e alimentare la tua curiosità. L&#8217;Erasmus può essere un&#8217;opportunità di cambiamento positivo nella tua vita.</li><li><strong>Evita di passare troppo tempo con persone della tua stessa nazionalità</strong>. Sforzati di superare le barriere linguistiche e di imparare la lingua del paese ospitante. Questo è un&#8217;opportunità per arricchire le tue competenze linguistiche e comunicative, oltre a favorire la conoscenza dell&#8217;inglese, che è cruciale nel mondo del lavoro.</li></ul><p> </p><h4>Come avviare le procedure del progetto erasmus?</h4><h6> </h6><p>Le procedure variano a seconda dell&#8217;università a cui appartieni, quindi la tua prima mossa dovrebbe essere quella di consultare il sito web della tua università e cercare la sezione relativa ai bandi universitari.</p><p>Il primo passo fondamentale è informarsi. Dedica del tempo a leggere attentamente il bando specifico per il progetto Erasmus e assicurati di non trascurare alcun dettaglio per evitare inconvenienti. Se sei uno studente, probabilmente sei abituato a leggere bandi, anche se il linguaggio amministrativo utilizzato potrebbe risultare complicato da comprendere. La terminologia amministrativa e burocratica può essere un po&#8217; confusa e non sempre coincide con il linguaggio colloquiale. In questo caso, valuta la possibilità di chiedere consiglio a un collega che ha già affrontato questa procedura, poiché compilare correttamente una domanda, come quella per l&#8217;Erasmus, richiede attenzione ai dettagli per evitare inconvenienti. Ogni facoltà o dipartimento dispone di un professore referente per la mobilità europea che può aiutarti a chiarire qualsiasi dubbio.</p><p>Una volta che hai letto attentamente il bando dell&#8217;università e hai confermato di aver compreso tutte le richieste, magari consultando un amico o un collega, puoi iniziare a preparare la documentazione necessaria da inviare e a compilare i moduli richiesti per la partenza.</p><p> </p><h4>Ecco i requisiti per poter partecipare al progetto erasmus</h4><p> </p><p>Per ogni progetto degno di nota, vi sono diversi requisiti che devono essere soddisfatti prima di presentare la domanda, al fine di assicurare un processo senza intoppi.</p><p>Ecco quindi una lista dei requisiti necessari per partecipare al tuo progetto di scambio:</p><ul><li><strong>Iscrizione regolare:</strong> Devi essere regolarmente iscritto a un corso di laurea triennale o magistrale. Inoltre, è possibile avviare un progetto Erasmus anche durante un dottorato di ricerca o un master universitario.</li><li><strong>Regolarità nei pagamenti:</strong> Devi essere in regola con il pagamento delle tasse universitarie, senza arretrati o debiti.</li><li>Cittadinanza idonea: Devi essere cittadino dell&#8217;Unione Europea, della Turchia, della Norvegia, del Liechtenstein o dell&#8217;Islanda. Tuttavia, il programma Erasmus si è esteso anche ad altri paesi non appartenenti all&#8217;UE, come la Serbia e la Macedonia del Nord.</li><li><strong>Anno accademico sufficiente:</strong> Devi aver completato almeno il primo anno di studi. Il progetto Erasmus può essere richiesto solo dopo il secondo anno e aver conseguito un numero adeguato di crediti formativi.</li><li><strong>Esclusione da borse di studio UE</strong>: Non puoi partecipare al programma Erasmus se stai ricevendo una borsa di studio dalla comunità europea.</li><li><strong>Competenza linguistica:</strong> Devi possedere una buona conoscenza della lingua del paese ospitante o della lingua di insegnamento del tuo corso di laurea. È necessario superare un test di lingua prima della partenza, e le segreterie o i tutor della mobilità internazionale ti forniranno le indicazioni necessarie.</li><li><strong>Media e numero di esami:</strong> È consigliabile avere una media elevata e aver sostenuto un buon numero di esami. Le domande degli studenti sono valutate sulla base della preparazione e della quantità di esami sostenuti.</li><li><strong>Residenza</strong>: Non devi essere residente nel paese ospitante. Ad esempio, non puoi partecipare a un progetto Erasmus in Italia se risiedi già in Italia.</li></ul><p>Ricorda di verificare che questi requisiti siano applicabili anche presso il tuo ateneo consultando attentamente il bando universitario. Una corretta informazione e preparazione ti aiuterà a evitare eventuali complicazioni durante la procedura di candidatura.</p><p> </p><h4>L’Erasmus è davvero la soluzione più adatta a te?</h4><p> </p><p>Attraverso il programma Erasmus, gli studenti hanno l&#8217;opportunità di trascorrere un periodo di studio di almeno tre mesi fino a un massimo di un anno presso un&#8217;università di un paese membro dell&#8217;Unione Europea o di un paese partner del programma, anche se non europeo. Durante questo periodo, gli studenti partecipano alle lezioni, studiano e svolgono gli esami come gli altri studenti, sebbene possano incontrare alcune sfide linguistiche.</p><p>È importante considerare che, sebbene ci sia spazio per socializzare, fare nuove amicizie e divertirsi, il tempo trascorso in un altro paese è prezioso e va pianificato attentamente. Puoi scegliere se trascorrere solo un semestre o l&#8217;intero anno, quindi è fondamentale riflettere se questa sia la scelta giusta per te.</p><p>Se il tuo obiettivo è principalmente viaggiare e scoprire il mondo, potresti valutare alternative diverse. Durante l&#8217;Erasmus, lo studio costituisce una parte significativa del programma e non tutte le università sono tolleranti riguardo alle barriere linguistiche. Ad esempio, istituzioni come la Sorbona in Francia richiedono una buona padronanza della lingua locale. Se il tuo intento è semplicemente divertirti senza concentrarti sugli studi, potresti considerare altre opzioni.</p><p>Tuttavia, se desideri combinare esperienze di vita e accademiche, potresti considerare l&#8217;Erasmus come un&#8217;opportunità unica. Puoi stabilire obiettivi specifici da raggiungere durante il periodo di scambio, come migliorare le tue competenze linguistiche, imparare a relazionarti con persone di diverse nazionalità, diventare più indipendente e approfondire la comprensione della cultura del paese ospitante.</p><p>Ricorda che uno degli obiettivi principali dell&#8217;Erasmus è promuovere lo scambio linguistico tra l&#8217;ospite e l&#8217;ospitante, facilitando così il contatto tra lingue diverse. Questa esperienza può essere particolarmente formativa per gli studenti di lingue e letterature straniere o per coloro che studiano mediazione linguistica. Tuttavia, l&#8217;apprendimento linguistico è importante per chiunque desideri ampliare le proprie competenze. Pertanto, l&#8217;Erasmus è un&#8217;opportunità che merita di essere considerata da tutti gli studenti.</p><p> </p><h4>Esistono altri progetti formativi universitari che prevedono lo scambio tra gli studenti universitari oltre all’Erasmus?</h4><p> </p><p>Tra i vari programmi di scambio, uno dei più interessanti è l&#8217;Overseas, che offre un&#8217;opportunità simile all&#8217;Erasmus ma si estende anche al di là degli oceani.</p><p>Con il programma Overseas, hai la possibilità di studiare in luoghi al di fuori dell&#8217;Europa, consentendoti di viaggiare tra i continenti del mondo. Anche in questo caso, è fondamentale informarsi accuratamente prima di prendere una decisione. Leggi attentamente i bandi e scopri le università che accolgono studenti internazionali.</p><p>Un&#8217;altra opzione per uscire dai confini nazionali è svolgere la propria tesi all&#8217;estero. Se la tua ricerca richiede fonti e documenti reperibili in un paese diverso dal tuo, potresti considerare la possibilità di scrivere la tesi all&#8217;estero per essere più vicino ai materiali necessari. Anche in questo caso, è importante concordare l&#8217;argomento con il tuo relatore e assicurarti che sia la scelta giusta per te, dopo aver letto attentamente il bando di ammissione e aver valutato tutte le opzioni disponibili.</p><p>In alcuni casi, questo progetto può anche portare al conseguimento di un doppio titolo di laurea, rilasciato sia dall&#8217;università del tuo paese di origine che da quella del paese ospitante.</p><h5> </h5><h5>E tu? Hai già scelto una destinazione per il tuo Erasmus oppure non hai mai preso in considerazione l’idea di partire? Adesso che hai a disposizione tutte le informazioni necessarie facci sapere cosa porterai nella tua valigia interagendo con noi attraverso i nostri social! A presto!</h5>								</div>
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		<title>COME CITARE LE FONTI BIBLIOGRAFICHE NELLA TESI</title>
		<link>https://www.preparazioni-universitarie.it/come-citare-le-fonti-bibliografiche-nella-tesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luigi16]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 16:45:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Preparazioni Universitarie]]></category>
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					<description><![CDATA[Le citazioni sono sempre una parte fondamentale della redazione di un elaborato, che sia una tesi, un paper, un saggio o qualsiasi altro elaborato che abbia la formalità come prerogativa essenziale. Pertanto, citare nel modo giusto e nella forma corretta è indispensabile per qualsiasi tipo di pubblicazione. In questo articolo cercheremo di spiegare in che modo vanno strutturate le citazioni nel testo e/o nel piè di pagine e nella bibliografia, passando in rassegna i vari stili più usati. Sta a te scegliere il tuo stile seguendo le regole dettate dal tuo Ateneo! Leggi l'articolo e non avrai più dubbi!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="989294" class="elementor elementor-989294" data-elementor-post-type="post">
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									<h5>Cari/e lettori/lettrici, è un piacere darvi il benvenuto in un nuovo articolo del nostro blog dedicato alla perfezione nella stesura della tesi!</h5><h5>Oggi esploreremo un argomento che spesso genera molte preoccupazioni tra gli studenti che si avvicinano alla redazione della propria tesi, ovvero la corretta citazione delle fonti bibliografiche.</h5><h5>Nel suo testo &#8220;La citazione bibliografica nei percorsi di ricerca&#8221;, Venuda offre una definizione chiara della citazione bibliografica, descrivendola come &#8220;un insieme di informazioni bibliografiche che permettono di identificare la risorsa utilizzata&#8230; trascritte in forma normalizzata e coerente per tutto il lavoro&#8221;.</h5><h5>La citazione delle fonti costituisce un elemento fondamentale nella composizione di un documento accademico come la tesi, poiché consente di evitare il plagio, attribuendo correttamente le parole e gli studi ai rispettivi autori delle opere consultate e menzionate nel testo.</h5><h5>Ma come si procede con la citazione delle fonti bibliografiche? Noi del team di Preparazioni Universitarie abbiamo preparato questa guida per te!</h5>								</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Come citare le fonti bibliografiche: ecco i diversi tipi di citazione</h3>				</div>
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									<p>Esistono due modalità principali di citazione: <strong>quella diretta</strong> e<strong> quella indiretta.</strong></p><p>Le citazioni dirette si utilizzano quando vengono riprese nel testo parole o porzioni di testo da altre fonti o da opere precedenti. Esse possono essere riportate in due modi distinti:</p><ul><li>Tra virgolette, integrate direttamente nel testo, fino a un massimo di 3 righe.</li><li>Se la citazione supera le 3 righe, è consigliabile applicare un leggero rientro del testo e ridurre la dimensione del carattere di un punto. In questo caso, la citazione non viene inclusa tra virgolette.</li></ul><p>Le citazioni indirette, invece, si verificano quando nella tesi vengono adottati temi, concetti, immagini, teorie e dati provenienti da altre fonti o da opere precedenti. Non è accettabile rielaborare con le proprie parole un&#8217;idea altrui. Se si desidera parafrasare un concetto per renderlo più comprensibile, è importante attribuire correttamente i contributi degli altri autori, evitando di attribuirli a se stessi. Le citazioni indirette devono essere comunque citate in nota a piè di pagina, specificando autore e testo da cui è stata tratta la citazione.</p><p>Infine, vanno menzionate anche le citazioni bibliografiche, che si trovano alla fine della tesi, in un apposito capitolo dedicato alla bibliografia. Queste citazioni servono a indicare la fonte da cui è stata tratta un&#8217;idea o un concetto presente nel testo.</p><p>Per ulteriori approfondimenti sulle citazioni bibliografiche e su come redigerle, ti consigliamo di leggere un altro articolo della nostra guida su come impaginare la tesi, dove viene spiegato in dettaglio il processo di scrittura delle citazioni bibliografiche.</p><p> </p><h4>Come citare le fonti bibliografiche: dove e quando devono apparire?</h4><p>Le fonti costituiscono un valore aggiunto per la tua tesi, in quanto rappresentano studi e ricerche condotte da esperti nel loro campo di competenza.</p><p>La loro citazione non solo consente al relatore e ai lettori di verificare il contenuto della tua tesi, ma anche di approfondire l&#8217;argomento nel caso siano particolarmente colpiti e interessati dalla tua ricerca.</p><p>Per questo motivo, è essenziale includere i riferimenti bibliografici sia nel corpo del testo, al punto in cui si fa riferimento alla fonte, che in un elenco alla fine del lavoro, comunemente denominato bibliografia.</p><p>Ogni risorsa consultata e utilizzata deve essere accuratamente inserita nella bibliografia finale, includendo non solo libri (monografie), articoli in periodici o quotidiani, voci di enciclopedie, e risorse online come ebook, ma anche immagini, fotografie, film e video. Questi materiali rappresentano il lavoro di altre persone e non possono essere presentati come propri.</p><p>Un consiglio pratico: annota le informazioni bibliografiche delle fonti mentre le stai consultando. Farlo successivamente potrebbe rivelarsi un compito estremamente oneroso. È un&#8217;operazione che ti semplificherà notevolmente il lavoro!</p><p>Conoscere come citare correttamente le fonti bibliografiche è fondamentale, ma ora sei pronto/a per procedere con sicurezza!</p><p> </p><h4>Come citare le fonti bibliografiche nelle note a piè di pagina.</h4><h6> </h6><p>La gestione delle note bibliografiche può suscitare un certo timore. Le note bibliografiche sono strumenti utilizzati per indicare un libro o un articolo menzionato nel testo o dal quale viene tratta una citazione. Di solito, il momento migliore per inserire la nota è subito dopo il cognome dell&#8217;autore, ma può anche essere posizionata alla fine della frase o del paragrafo in questione.</p><p>Nel testo, la nota appare come un numero o come un&#8217;abbreviazione delle informazioni bibliografiche, a seconda dello stile di citazione adottato. Non preoccuparti, affronteremo questo argomento più approfonditamente in seguito.</p><p>Inoltre, quando devi ripetere più volte le stesse indicazioni nelle citazioni, puoi utilizzare delle formule latine:</p><ul><li>Ibidem (oppure ibid.): &#8220;nello stesso luogo&#8221;, si utilizza per una citazione identica a quella nella nota precedente.</li><li>Ivi: &#8220;nello stesso luogo&#8221;, si utilizza per una citazione identica a quella nella nota precedente, ma con numeri di pagina differenti.</li><li>Op. cit.: &#8220;nell&#8217;opera già citata&#8221;, si utilizza per citare un&#8217;opera precedentemente menzionata, anche se non nella nota precedente.</li><li>Cit.: &#8220;come citato precedentemente&#8221;, si utilizza per un&#8217;opera già citata, il cui titolo deve essere ripetuto.</li><li>Idem (oppure id.): &#8220;lo stesso autore&#8221;.</li></ul><p>Per quanto riguarda la modalità di citare le fonti bibliografiche nelle note a piè di pagina, approfondiremo adesso quali sono i diversi stili di citazione.</p><p> </p><h4>Come citare le fonti bibliografiche: gli stili più diffusi.</h4><p><br />Un aspetto che solitamente preoccupa gli studenti universitari riguarda le molteplici modalità di citazione delle fonti bibliografiche; è fondamentale prestare attenzione per scegliere quella più adatta al proprio contesto.</p><p>Lo stile di citazione implica un ordine, un formato e una punteggiatura specifici che variano a seconda del tipo di stile utilizzato. Inoltre, gli stili citazionali stabiliscono anche come devono essere inseriti i riferimenti bibliografici all&#8217;interno del testo e nella lista bibliografica finale.</p><p>Esploriamo insieme le diverse tipologie di stili che è possibile adottare per citare le fonti nella tua tesi!</p><p>Iniziamo distinguendo i sistemi utilizzati dai vari stili: il sistema standard, il sistema Autore-Data e il sistema numerico.</p><p>Il sistema standard, o di notazione, richiede che la fonte sia indicata in forma abbreviata in una nota a piè di pagina e successivamente in modo completo nella bibliografia. Questo approccio è comunemente utilizzato nelle discipline umanistiche. Alcuni esempi di stili che adottano questo sistema sono lo stile Oxford, Chicago A e Turabian.</p><p>Il sistema Autore-Data prevede che l&#8217;autore e l&#8217;anno di pubblicazione siano indicati direttamente nel testo, nel punto in cui si cita la fonte, e successivamente in modo completo nei riferimenti bibliografici. Questo sistema è predominante nelle scienze, nelle scienze naturali, nelle scienze sociali e nella linguistica. Alcuni esempi di stili che seguono questo approccio sono lo stile APA, MLA, Harvard e Chicago B. Tuttavia, lo stile MLA rappresenta un&#8217;eccezione in quanto utilizza il sistema Autore-Numero di pagina.</p><p>Il sistema numerico prevede che ogni fonte sia numerata nei riferimenti bibliografici e che il numero corrispondente venga utilizzato quando si cita la fonte nel testo. Un esempio di questo approccio è lo stile Vancouver.</p><p> </p><h5>1. Citare secondo lo stile &#8220;Oxford&#8221;</h5><p>Lo stile Oxford, noto anche come OSCOLA, rappresenta una modalità diffusa nell&#8217;ambito giuridico e richiede il riferimento al testo citato nelle note a piè di pagina. L&#8217;acronimo OSCOLA deriva da Oxford University Standard for Citation of Legal Authorities.</p><p><strong>Nelle note a piè di pagina</strong>, lo stile Oxford prevede una struttura del tipo:</p><p><strong>Nome e cognome dell&#8217;autore, Titolo dell&#8217;opera in corsivo, (Casa editrice, anno di pubblicazione), numero della pagina da cui è stata tratta la citazione.</strong></p><p>Ad esempio:</p><p>Mario Rossi e Eleonora Di Canio, <em>La nuova lingua di Internet</em>.(Edises, 2005), p.29.</p><p><strong>Nella bibliografia</strong>, la citazione appare invece nel seguente formato:</p><p><strong>Nome e cognome dell&#8217;autore, Titolo dell&#8217;opera in corsivo (Casa editrice, anno di pubblicazione).</strong></p><p>E quindi:</p><p>Mario Rossi e Eleonora Di Canio, <em>La nuova lingua di Internet </em>(Edises, 2005).</p><p> </p><h5>2. Citare secondo lo stile &#8220;Chicago&#8221;</h5><p>Lo stile Chicago, elaborato da The Chicago Manual of Style, è ampiamente utilizzato soprattutto nelle discipline umanistiche e presenta due varianti.</p><ul><li><strong>Chicago A</strong>: In questo caso, la fonte completa è indicata in una nota a piè di pagina e nella bibliografia. Un esempio di Chicago stile A in una nota a piè di pagina è il seguente:</li></ul><p><strong>Nome e Cognome dell’autore, il titolo in corsivo (Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione).</strong></p><p>Come ad esempio:</p><p>Mario Rossi e Eleonora Di Canio, <em>La nuova lingua di Internet</em>. (Napoli, Edises, 2005).</p><p>Un esempio dello stile Chicago A nei<strong> riferimenti bibliografici</strong> è il seguente:</p><p><strong>Cognome, Nome dell’autore, il titolo dell’opera in corsivo. Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione.</strong></p><p>Come nel caso riportato:</p><p>Mario Rossi e Eleonora Di Canio, <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli: Edises, 2005.</p><ul><li><strong>Chicago B:</strong> In questa variante, la fonte è indicata in forma abbreviata nel formato autore-data nel testo stesso, mentre la fonte completa è riportata nella bibliografia. Per esempio, nel testo si segue la dicitura:</li></ul><p><strong>Cognome dell’autore data di pubblicazione, numero di pagina da cui si trae la citazione (il tutto tra parentesi).</strong></p><p>Un esempio di Chicago B <strong>nel testo</strong> è dunque:</p><p>Il volume esamina le peculiarità della trasposizione linguistica dell’audiovisivo, la sua origine e il suo potere di condizionamento dei comportamenti, non soltanto linguistici (Mario Rossi e Eleonora Di Canio 2005, 29).</p><p><strong>Nel riferimento bibliografico</strong> Chicago B, si utilizza la seguente dicitura:</p><p><strong>Cognome, Nome (per il secondo autore va bene Nome e Cognome). Anno di pubblicazione. Titolo dell’opera. Luogo di pubblicazione: Casa editrice.</strong></p><p>Come nell’esempio:</p><p>Rossi Mario e Di Canio Eleonora, 2005, <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli: Edises.</p><p> </p><h5>3. <strong>Citare seguendo lo stile &#8220;Turabian&#8221;</strong></h5><p>Lo stile di citazione Turabian, molto simile al Chicago, è particolarmente consigliato per gli studenti impegnati nella redazione di elaborati di ricerca.</p><p>Alla <strong>prima citazione della fonte</strong> in una nota a piè di pagina, lo stile Turabian richiede una struttura come quella mostrata nell&#8217;esempio:</p><p><strong>Nome e cognome autore/i, Titolo dell&#8217;opera, (Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione, pagina da cui si trae la citazione);</strong></p><p>Quindi: </p><p>Mario Rossi e Eleonora Di Canio, La nuova lingua di Internet. (Napoli: Edises, 2005, p.29).</p><p>Per le citazioni successive dello stesso testo, è possibile riportare l&#8217;informazione bibliografica omettendo l&#8217;editore, l&#8217;anno e il luogo di pubblicazione, mantenendo solo il numero di pagina.</p><p><strong>Nei riferimenti bibliografici</strong>, lo stile Turabian segue questa struttura:</p><p><strong>Cognome, Nome (per il secondo autore va bene l’ordine Nome e Cognome). Il titolo dell’opera in corsivo. Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione.</strong></p><p>Come mostrato nell&#8217;esempio:</p><p>Rossi Mario e Di Canio Eleonora. <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli: Edises, 2005.</p><p> </p><h5>4. <strong>Citare seguendo lo stile &#8220;APA&#8221;</strong></h5><p>L&#8217;APA è uno dei principali stili di citazione utilizzati nell&#8217;ambito della scrittura accademica. Creato dall&#8217;American Psychological Association, questo stile, inizialmente adoperato nei settori della psicologia e delle scienze sociali, è oggi ampiamente diffuso. L&#8217;APA si basa su un sistema autore-data, in cui le fonti sono citate in modo abbreviato nel testo e in modo completo nella lista dei riferimenti bibliografici.</p><p>Di conseguenza, secondo questo stile, la <strong>citazione nel testo</strong> appare direttamente a seguito delle parole riportate nel testo stesso, nel seguente formato:</p><p><strong>(Cognome dell’autore, anno di pubblicazione), con le parentesi che non vanno dimenticate.</strong></p><p>Pertanto: (Rossi, Di Canio, 2005).</p><p><strong>Nella bibliografia,</strong> invece, la citazione appare completa e segue questa struttura:</p><p><strong>Cognome, Iniziale del nome puntata. (Anno di pubblicazione). Titolo dell’opera in corsivo. Luogo di pubblicazione, Nazione: Casa editrice.</strong></p><p>Come ad esempio:</p><p>Rossi M. e Di Canio E., (2005), <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli, Italia: Edises.</p><p> </p><h5>5. Citare seguendo lo stile &#8220;MLA&#8221;</h5><p>Lo stile MLA è stato sviluppato dalla Modern Language Association ed è ampiamente utilizzato nei campi linguistici. Caratterizzato da un sistema autore-numero di pagina, lo stile MLA prevede una <strong>citazione intertestuale abbreviata</strong> a seguito delle parole riportate, con il cognome dell’autore o degli autori e il numero della pagina, come nell’esempio<strong> (Cognome e numero di pagina):</strong></p><p>(Rossi e Di Canio, 29).</p><p>Per quanto riguarda la <strong>citazione bibliografica</strong>, l’informazione viene riportata in modo completo:</p><p><strong>Cognome, Nome (per il secondo autore va bene l’ordine Nome e Cognome). Titolo dell’opera in corsivo. Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione: Modalità in cui è stato consultato il testo</strong></p><p>Come ad esempio:</p><p>Rossi Mario e Di Canio Eleonora. <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli: Edises, 2005: stampa.</p><p> </p><h5>6. Citare seguendo lo stile &#8220;Harvard&#8221;</h5><p>Lo stile Harvard è comunemente utilizzato negli ambiti economici. Non esiste una guida ufficiale, il che ha portato a diverse variazioni nell&#8217;applicazione di questo stile. La British Standards Institution e l’Australian Government Publishing Service (AGPS) sono tra le organizzazioni che hanno pubblicato delle guide riguardanti proprio questo sistema di citazione.</p><p>Lo stile Harvard è molto simile allo stile APA e, analogamente a quest&#8217;ultimo, le <strong>citazioni nel corpo del testo</strong> compaiono direttamente nel paragrafo, seguendo il formato:</p><p><strong>(Cognome, anno di pubblicazione)</strong></p><p>Quindi:</p><p>(Rossi, Di Canio, 2005).</p><p><strong>Nel riferimento bibliografico,</strong> invece, la struttura è la seguente:</p><p><strong>Cognome, iniziale del nome puntata. (anno di pubblicazione). Titolo dell’opera in corsivo. Casa editrice, Luogo di pubblicazione</strong></p><p>Pertanto:</p><p>Rossi M. e Di Canio E., (2005). <em>La nuova lingua di Internet</em>. Edises, Napoli.</p><p> </p><h5>7. Citare seguendo lo stile &#8220;Vancouver&#8221;</h5><p>Lo stile Vancouver è stato sviluppato dall’International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) ed è ampiamente utilizzato nel campo medico. A differenza del Sistema autore-data, lo stile Vancouver si basa su <strong>un sistema numerico</strong>: nel testo, la fonte viene indicata con un numero, mentre nei riferimenti bibliografici vengono forniti tutti i dettagli della fonte.</p><p><strong>Nel testo,</strong> comparirà <strong>solamente un numero tra parentesi,</strong> ad esempio (1), a cui corrisponderà una <strong>citazione bibliografica</strong> alla fine della tesi. Questa citazione viene estesa secondo il seguente formato:</p><p><strong>Cognome, iniziale del nome, Titolo dell’opera in corsivo. Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione</strong></p><p>Ad esempio:</p><p>Rossi M. e Di Canio E., <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli: Edises, 2005.</p><p> </p><h5>&#8220;E ora, quale stile dovrei scegliere?&#8221;</h5><p>Ti abbiamo fornito un panorama dei diversi stili di citazione e indicato quando potrebbero essere più appropriati. Tuttavia, in caso di incertezza, è sempre consigliabile consultare per prima cosa le linee guida per la redazione della tesi rilasciate dal tuo Ateneo e/o dal tuo corso di laure, in secondo luogo sarebbe appropriato chiedere informazioni anche al tuo relatore o alla tua relatrice, poiché solo loro possono offrirti una risposta definitiva.</p><p>In conclusione, in questo articolo abbiamo esaminato approfonditamente il tema delle citazioni, in modo che non ti troverai più a chiederti: &#8220;Come devo citare le fonti bibliografiche?&#8221; Abbiamo esaminato non solo alcuni dei numerosi stili di citazione disponibili, ma anche i criteri per sceglierli in base al tipo di tesi.</p><h5>E tu, hai già un&#8217;idea di quale stile sia più adatto per te?</h5>								</div>
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