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	<title>stilicitazione &#8211; Preparazioni Universitarie</title>
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		<title>COME CITARE LE FONTI BIBLIOGRAFICHE NELLA TESI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luigi16]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 16:45:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le citazioni sono sempre una parte fondamentale della redazione di un elaborato, che sia una tesi, un paper, un saggio o qualsiasi altro elaborato che abbia la formalità come prerogativa essenziale. Pertanto, citare nel modo giusto e nella forma corretta è indispensabile per qualsiasi tipo di pubblicazione. In questo articolo cercheremo di spiegare in che modo vanno strutturate le citazioni nel testo e/o nel piè di pagine e nella bibliografia, passando in rassegna i vari stili più usati. Sta a te scegliere il tuo stile seguendo le regole dettate dal tuo Ateneo! Leggi l'articolo e non avrai più dubbi!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="989294" class="elementor elementor-989294" data-elementor-post-type="post">
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									<h5>Cari/e lettori/lettrici, è un piacere darvi il benvenuto in un nuovo articolo del nostro blog dedicato alla perfezione nella stesura della tesi!</h5><h5>Oggi esploreremo un argomento che spesso genera molte preoccupazioni tra gli studenti che si avvicinano alla redazione della propria tesi, ovvero la corretta citazione delle fonti bibliografiche.</h5><h5>Nel suo testo &#8220;La citazione bibliografica nei percorsi di ricerca&#8221;, Venuda offre una definizione chiara della citazione bibliografica, descrivendola come &#8220;un insieme di informazioni bibliografiche che permettono di identificare la risorsa utilizzata&#8230; trascritte in forma normalizzata e coerente per tutto il lavoro&#8221;.</h5><h5>La citazione delle fonti costituisce un elemento fondamentale nella composizione di un documento accademico come la tesi, poiché consente di evitare il plagio, attribuendo correttamente le parole e gli studi ai rispettivi autori delle opere consultate e menzionate nel testo.</h5><h5>Ma come si procede con la citazione delle fonti bibliografiche? Noi del team di Preparazioni Universitarie abbiamo preparato questa guida per te!</h5>								</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Come citare le fonti bibliografiche: ecco i diversi tipi di citazione</h3>				</div>
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									<p>Esistono due modalità principali di citazione: <strong>quella diretta</strong> e<strong> quella indiretta.</strong></p><p>Le citazioni dirette si utilizzano quando vengono riprese nel testo parole o porzioni di testo da altre fonti o da opere precedenti. Esse possono essere riportate in due modi distinti:</p><ul><li>Tra virgolette, integrate direttamente nel testo, fino a un massimo di 3 righe.</li><li>Se la citazione supera le 3 righe, è consigliabile applicare un leggero rientro del testo e ridurre la dimensione del carattere di un punto. In questo caso, la citazione non viene inclusa tra virgolette.</li></ul><p>Le citazioni indirette, invece, si verificano quando nella tesi vengono adottati temi, concetti, immagini, teorie e dati provenienti da altre fonti o da opere precedenti. Non è accettabile rielaborare con le proprie parole un&#8217;idea altrui. Se si desidera parafrasare un concetto per renderlo più comprensibile, è importante attribuire correttamente i contributi degli altri autori, evitando di attribuirli a se stessi. Le citazioni indirette devono essere comunque citate in nota a piè di pagina, specificando autore e testo da cui è stata tratta la citazione.</p><p>Infine, vanno menzionate anche le citazioni bibliografiche, che si trovano alla fine della tesi, in un apposito capitolo dedicato alla bibliografia. Queste citazioni servono a indicare la fonte da cui è stata tratta un&#8217;idea o un concetto presente nel testo.</p><p>Per ulteriori approfondimenti sulle citazioni bibliografiche e su come redigerle, ti consigliamo di leggere un altro articolo della nostra guida su come impaginare la tesi, dove viene spiegato in dettaglio il processo di scrittura delle citazioni bibliografiche.</p><p> </p><h4>Come citare le fonti bibliografiche: dove e quando devono apparire?</h4><p>Le fonti costituiscono un valore aggiunto per la tua tesi, in quanto rappresentano studi e ricerche condotte da esperti nel loro campo di competenza.</p><p>La loro citazione non solo consente al relatore e ai lettori di verificare il contenuto della tua tesi, ma anche di approfondire l&#8217;argomento nel caso siano particolarmente colpiti e interessati dalla tua ricerca.</p><p>Per questo motivo, è essenziale includere i riferimenti bibliografici sia nel corpo del testo, al punto in cui si fa riferimento alla fonte, che in un elenco alla fine del lavoro, comunemente denominato bibliografia.</p><p>Ogni risorsa consultata e utilizzata deve essere accuratamente inserita nella bibliografia finale, includendo non solo libri (monografie), articoli in periodici o quotidiani, voci di enciclopedie, e risorse online come ebook, ma anche immagini, fotografie, film e video. Questi materiali rappresentano il lavoro di altre persone e non possono essere presentati come propri.</p><p>Un consiglio pratico: annota le informazioni bibliografiche delle fonti mentre le stai consultando. Farlo successivamente potrebbe rivelarsi un compito estremamente oneroso. È un&#8217;operazione che ti semplificherà notevolmente il lavoro!</p><p>Conoscere come citare correttamente le fonti bibliografiche è fondamentale, ma ora sei pronto/a per procedere con sicurezza!</p><p> </p><h4>Come citare le fonti bibliografiche nelle note a piè di pagina.</h4><h6> </h6><p>La gestione delle note bibliografiche può suscitare un certo timore. Le note bibliografiche sono strumenti utilizzati per indicare un libro o un articolo menzionato nel testo o dal quale viene tratta una citazione. Di solito, il momento migliore per inserire la nota è subito dopo il cognome dell&#8217;autore, ma può anche essere posizionata alla fine della frase o del paragrafo in questione.</p><p>Nel testo, la nota appare come un numero o come un&#8217;abbreviazione delle informazioni bibliografiche, a seconda dello stile di citazione adottato. Non preoccuparti, affronteremo questo argomento più approfonditamente in seguito.</p><p>Inoltre, quando devi ripetere più volte le stesse indicazioni nelle citazioni, puoi utilizzare delle formule latine:</p><ul><li>Ibidem (oppure ibid.): &#8220;nello stesso luogo&#8221;, si utilizza per una citazione identica a quella nella nota precedente.</li><li>Ivi: &#8220;nello stesso luogo&#8221;, si utilizza per una citazione identica a quella nella nota precedente, ma con numeri di pagina differenti.</li><li>Op. cit.: &#8220;nell&#8217;opera già citata&#8221;, si utilizza per citare un&#8217;opera precedentemente menzionata, anche se non nella nota precedente.</li><li>Cit.: &#8220;come citato precedentemente&#8221;, si utilizza per un&#8217;opera già citata, il cui titolo deve essere ripetuto.</li><li>Idem (oppure id.): &#8220;lo stesso autore&#8221;.</li></ul><p>Per quanto riguarda la modalità di citare le fonti bibliografiche nelle note a piè di pagina, approfondiremo adesso quali sono i diversi stili di citazione.</p><p> </p><h4>Come citare le fonti bibliografiche: gli stili più diffusi.</h4><p><br />Un aspetto che solitamente preoccupa gli studenti universitari riguarda le molteplici modalità di citazione delle fonti bibliografiche; è fondamentale prestare attenzione per scegliere quella più adatta al proprio contesto.</p><p>Lo stile di citazione implica un ordine, un formato e una punteggiatura specifici che variano a seconda del tipo di stile utilizzato. Inoltre, gli stili citazionali stabiliscono anche come devono essere inseriti i riferimenti bibliografici all&#8217;interno del testo e nella lista bibliografica finale.</p><p>Esploriamo insieme le diverse tipologie di stili che è possibile adottare per citare le fonti nella tua tesi!</p><p>Iniziamo distinguendo i sistemi utilizzati dai vari stili: il sistema standard, il sistema Autore-Data e il sistema numerico.</p><p>Il sistema standard, o di notazione, richiede che la fonte sia indicata in forma abbreviata in una nota a piè di pagina e successivamente in modo completo nella bibliografia. Questo approccio è comunemente utilizzato nelle discipline umanistiche. Alcuni esempi di stili che adottano questo sistema sono lo stile Oxford, Chicago A e Turabian.</p><p>Il sistema Autore-Data prevede che l&#8217;autore e l&#8217;anno di pubblicazione siano indicati direttamente nel testo, nel punto in cui si cita la fonte, e successivamente in modo completo nei riferimenti bibliografici. Questo sistema è predominante nelle scienze, nelle scienze naturali, nelle scienze sociali e nella linguistica. Alcuni esempi di stili che seguono questo approccio sono lo stile APA, MLA, Harvard e Chicago B. Tuttavia, lo stile MLA rappresenta un&#8217;eccezione in quanto utilizza il sistema Autore-Numero di pagina.</p><p>Il sistema numerico prevede che ogni fonte sia numerata nei riferimenti bibliografici e che il numero corrispondente venga utilizzato quando si cita la fonte nel testo. Un esempio di questo approccio è lo stile Vancouver.</p><p> </p><h5>1. Citare secondo lo stile &#8220;Oxford&#8221;</h5><p>Lo stile Oxford, noto anche come OSCOLA, rappresenta una modalità diffusa nell&#8217;ambito giuridico e richiede il riferimento al testo citato nelle note a piè di pagina. L&#8217;acronimo OSCOLA deriva da Oxford University Standard for Citation of Legal Authorities.</p><p><strong>Nelle note a piè di pagina</strong>, lo stile Oxford prevede una struttura del tipo:</p><p><strong>Nome e cognome dell&#8217;autore, Titolo dell&#8217;opera in corsivo, (Casa editrice, anno di pubblicazione), numero della pagina da cui è stata tratta la citazione.</strong></p><p>Ad esempio:</p><p>Mario Rossi e Eleonora Di Canio, <em>La nuova lingua di Internet</em>.(Edises, 2005), p.29.</p><p><strong>Nella bibliografia</strong>, la citazione appare invece nel seguente formato:</p><p><strong>Nome e cognome dell&#8217;autore, Titolo dell&#8217;opera in corsivo (Casa editrice, anno di pubblicazione).</strong></p><p>E quindi:</p><p>Mario Rossi e Eleonora Di Canio, <em>La nuova lingua di Internet </em>(Edises, 2005).</p><p> </p><h5>2. Citare secondo lo stile &#8220;Chicago&#8221;</h5><p>Lo stile Chicago, elaborato da The Chicago Manual of Style, è ampiamente utilizzato soprattutto nelle discipline umanistiche e presenta due varianti.</p><ul><li><strong>Chicago A</strong>: In questo caso, la fonte completa è indicata in una nota a piè di pagina e nella bibliografia. Un esempio di Chicago stile A in una nota a piè di pagina è il seguente:</li></ul><p><strong>Nome e Cognome dell’autore, il titolo in corsivo (Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione).</strong></p><p>Come ad esempio:</p><p>Mario Rossi e Eleonora Di Canio, <em>La nuova lingua di Internet</em>. (Napoli, Edises, 2005).</p><p>Un esempio dello stile Chicago A nei<strong> riferimenti bibliografici</strong> è il seguente:</p><p><strong>Cognome, Nome dell’autore, il titolo dell’opera in corsivo. Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione.</strong></p><p>Come nel caso riportato:</p><p>Mario Rossi e Eleonora Di Canio, <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli: Edises, 2005.</p><ul><li><strong>Chicago B:</strong> In questa variante, la fonte è indicata in forma abbreviata nel formato autore-data nel testo stesso, mentre la fonte completa è riportata nella bibliografia. Per esempio, nel testo si segue la dicitura:</li></ul><p><strong>Cognome dell’autore data di pubblicazione, numero di pagina da cui si trae la citazione (il tutto tra parentesi).</strong></p><p>Un esempio di Chicago B <strong>nel testo</strong> è dunque:</p><p>Il volume esamina le peculiarità della trasposizione linguistica dell’audiovisivo, la sua origine e il suo potere di condizionamento dei comportamenti, non soltanto linguistici (Mario Rossi e Eleonora Di Canio 2005, 29).</p><p><strong>Nel riferimento bibliografico</strong> Chicago B, si utilizza la seguente dicitura:</p><p><strong>Cognome, Nome (per il secondo autore va bene Nome e Cognome). Anno di pubblicazione. Titolo dell’opera. Luogo di pubblicazione: Casa editrice.</strong></p><p>Come nell’esempio:</p><p>Rossi Mario e Di Canio Eleonora, 2005, <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli: Edises.</p><p> </p><h5>3. <strong>Citare seguendo lo stile &#8220;Turabian&#8221;</strong></h5><p>Lo stile di citazione Turabian, molto simile al Chicago, è particolarmente consigliato per gli studenti impegnati nella redazione di elaborati di ricerca.</p><p>Alla <strong>prima citazione della fonte</strong> in una nota a piè di pagina, lo stile Turabian richiede una struttura come quella mostrata nell&#8217;esempio:</p><p><strong>Nome e cognome autore/i, Titolo dell&#8217;opera, (Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione, pagina da cui si trae la citazione);</strong></p><p>Quindi: </p><p>Mario Rossi e Eleonora Di Canio, La nuova lingua di Internet. (Napoli: Edises, 2005, p.29).</p><p>Per le citazioni successive dello stesso testo, è possibile riportare l&#8217;informazione bibliografica omettendo l&#8217;editore, l&#8217;anno e il luogo di pubblicazione, mantenendo solo il numero di pagina.</p><p><strong>Nei riferimenti bibliografici</strong>, lo stile Turabian segue questa struttura:</p><p><strong>Cognome, Nome (per il secondo autore va bene l’ordine Nome e Cognome). Il titolo dell’opera in corsivo. Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione.</strong></p><p>Come mostrato nell&#8217;esempio:</p><p>Rossi Mario e Di Canio Eleonora. <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli: Edises, 2005.</p><p> </p><h5>4. <strong>Citare seguendo lo stile &#8220;APA&#8221;</strong></h5><p>L&#8217;APA è uno dei principali stili di citazione utilizzati nell&#8217;ambito della scrittura accademica. Creato dall&#8217;American Psychological Association, questo stile, inizialmente adoperato nei settori della psicologia e delle scienze sociali, è oggi ampiamente diffuso. L&#8217;APA si basa su un sistema autore-data, in cui le fonti sono citate in modo abbreviato nel testo e in modo completo nella lista dei riferimenti bibliografici.</p><p>Di conseguenza, secondo questo stile, la <strong>citazione nel testo</strong> appare direttamente a seguito delle parole riportate nel testo stesso, nel seguente formato:</p><p><strong>(Cognome dell’autore, anno di pubblicazione), con le parentesi che non vanno dimenticate.</strong></p><p>Pertanto: (Rossi, Di Canio, 2005).</p><p><strong>Nella bibliografia,</strong> invece, la citazione appare completa e segue questa struttura:</p><p><strong>Cognome, Iniziale del nome puntata. (Anno di pubblicazione). Titolo dell’opera in corsivo. Luogo di pubblicazione, Nazione: Casa editrice.</strong></p><p>Come ad esempio:</p><p>Rossi M. e Di Canio E., (2005), <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli, Italia: Edises.</p><p> </p><h5>5. Citare seguendo lo stile &#8220;MLA&#8221;</h5><p>Lo stile MLA è stato sviluppato dalla Modern Language Association ed è ampiamente utilizzato nei campi linguistici. Caratterizzato da un sistema autore-numero di pagina, lo stile MLA prevede una <strong>citazione intertestuale abbreviata</strong> a seguito delle parole riportate, con il cognome dell’autore o degli autori e il numero della pagina, come nell’esempio<strong> (Cognome e numero di pagina):</strong></p><p>(Rossi e Di Canio, 29).</p><p>Per quanto riguarda la <strong>citazione bibliografica</strong>, l’informazione viene riportata in modo completo:</p><p><strong>Cognome, Nome (per il secondo autore va bene l’ordine Nome e Cognome). Titolo dell’opera in corsivo. Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione: Modalità in cui è stato consultato il testo</strong></p><p>Come ad esempio:</p><p>Rossi Mario e Di Canio Eleonora. <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli: Edises, 2005: stampa.</p><p> </p><h5>6. Citare seguendo lo stile &#8220;Harvard&#8221;</h5><p>Lo stile Harvard è comunemente utilizzato negli ambiti economici. Non esiste una guida ufficiale, il che ha portato a diverse variazioni nell&#8217;applicazione di questo stile. La British Standards Institution e l’Australian Government Publishing Service (AGPS) sono tra le organizzazioni che hanno pubblicato delle guide riguardanti proprio questo sistema di citazione.</p><p>Lo stile Harvard è molto simile allo stile APA e, analogamente a quest&#8217;ultimo, le <strong>citazioni nel corpo del testo</strong> compaiono direttamente nel paragrafo, seguendo il formato:</p><p><strong>(Cognome, anno di pubblicazione)</strong></p><p>Quindi:</p><p>(Rossi, Di Canio, 2005).</p><p><strong>Nel riferimento bibliografico,</strong> invece, la struttura è la seguente:</p><p><strong>Cognome, iniziale del nome puntata. (anno di pubblicazione). Titolo dell’opera in corsivo. Casa editrice, Luogo di pubblicazione</strong></p><p>Pertanto:</p><p>Rossi M. e Di Canio E., (2005). <em>La nuova lingua di Internet</em>. Edises, Napoli.</p><p> </p><h5>7. Citare seguendo lo stile &#8220;Vancouver&#8221;</h5><p>Lo stile Vancouver è stato sviluppato dall’International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) ed è ampiamente utilizzato nel campo medico. A differenza del Sistema autore-data, lo stile Vancouver si basa su <strong>un sistema numerico</strong>: nel testo, la fonte viene indicata con un numero, mentre nei riferimenti bibliografici vengono forniti tutti i dettagli della fonte.</p><p><strong>Nel testo,</strong> comparirà <strong>solamente un numero tra parentesi,</strong> ad esempio (1), a cui corrisponderà una <strong>citazione bibliografica</strong> alla fine della tesi. Questa citazione viene estesa secondo il seguente formato:</p><p><strong>Cognome, iniziale del nome, Titolo dell’opera in corsivo. Luogo di pubblicazione: Casa editrice, anno di pubblicazione</strong></p><p>Ad esempio:</p><p>Rossi M. e Di Canio E., <em>La nuova lingua di Internet</em>. Napoli: Edises, 2005.</p><p> </p><h5>&#8220;E ora, quale stile dovrei scegliere?&#8221;</h5><p>Ti abbiamo fornito un panorama dei diversi stili di citazione e indicato quando potrebbero essere più appropriati. Tuttavia, in caso di incertezza, è sempre consigliabile consultare per prima cosa le linee guida per la redazione della tesi rilasciate dal tuo Ateneo e/o dal tuo corso di laure, in secondo luogo sarebbe appropriato chiedere informazioni anche al tuo relatore o alla tua relatrice, poiché solo loro possono offrirti una risposta definitiva.</p><p>In conclusione, in questo articolo abbiamo esaminato approfonditamente il tema delle citazioni, in modo che non ti troverai più a chiederti: &#8220;Come devo citare le fonti bibliografiche?&#8221; Abbiamo esaminato non solo alcuni dei numerosi stili di citazione disponibili, ma anche i criteri per sceglierli in base al tipo di tesi.</p><h5>E tu, hai già un&#8217;idea di quale stile sia più adatto per te?</h5>								</div>
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